I reati ambientali sono un insieme di illeciti penali che riguardano la violazione delle leggi e dei regolamenti destinati a proteggere l’ambiente e la sua sostenibilità. Questi reati possono riguardare diversi aspetti, tra cui l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, lo smaltimento illegale dei rifiuti, il traffico illecito di specie animali o vegetali protette, e la distruzione o degradazione di habitat naturali.
La Natura dei Reati Ambientali
I reati ambientali rappresentano un’ampia categoria di illeciti penali che coinvolgono la violazione delle leggi di protezione dell’ambiente. Questi reati, dall’inquinamento idrico ed atmosferico alla distruzione di ecosistemi, dalla gestione illecita dei rifiuti al traffico di specie protette, rappresentano una seria minaccia alla sostenibilità del nostro pianeta.
L’insidiosità dei reati ambientali risiede anche nella loro natura spesso “invisibile“, poiché i danni causati possono manifestarsi nel lungo termine o essere difficili da rilevare immediatamente.
Definizione di Reati Ambientali
I reati ambientali includono una serie di attività illecite che danneggiano l’ambiente. Queste possono variare da inquinamento industriale, come lo sversamento di sostanze tossiche, alla distruzione dell’habitat naturale, alla caccia e al commercio illecito di specie protette.
La Legge Italiana e i Reati Ambientali
In Italia, i reati ambientali sono disciplinati principalmente dal Codice Penale e dal Codice dell’Ambiente. In seguito all’entrata in vigore della legge 22 maggio 2015 n. 68 (disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente, in vigore dal 29 maggio 2015), il nostro paese ha introdotto, nel codice penale, nel Libro secondo ” Dei delitti in particolare”, il “Titolo Sesto- bis” ( Dei delitti contro l’ambiente) ove sono state catalogate le diverse fattispecie delittuose contro l’ambiente, tra cui il reato di inquinamento ambientale ex art. 452 bis c.p. e disastro ambientale ex art. 452 quater c.p., rafforzando così la tutela penale dell’ambiente.
La novella del 2015 ha introdotto anche la morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale ex art. 452-ter c.p. e il delitto di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività ex art. 452-sexies.
Si introduce, con la L. n. 68/2015, un meccanismo di consistente riduzione premiale della pena per coloro che si adoperino collaborando fattivamente con le autorità di polizia o giudiziaria. Si sancisce la punibilità dei delitti laddove commessi per colpa. Oltre alle pene accessorie, è inoltre prevista l’esecuzione dell’ordine di ripristino dello stato dell’ambiente.
Nel codice di procedura penale sono introdotti il sequestro conservativo per garantire l’adempimento delle obbligazioni civili nascenti dai reati ambientali, al fine di assicurare il risarcimento del danno pubblico ambientale, e il sequestro obbligatorio da parte della polizia giudiziaria in caso di accertamento in flagranza dei reati contro l’ambiente.
Elenco dei reati ambientali
In Italia, il codice penale, con l’aggiunta di specifiche leggi speciali, prevede una serie di reati ambientali. Tra questi, i più noti sono:
- Inquinamento ambientale: consiste nell’alterazione delle caratteristiche di uno o più elementi ambientali in modo tale da rendere l’ambiente stesso insalubre o meno sicuro. Può essere causato da sostanze chimiche, rifiuti industriali, scarichi non trattati, emissioni di gas serra, ecc.
- Disastro ambientale: rappresenta una variazione significativa e negativa dell’ambiente che può causare danni seri alla salute umana, alla flora, alla fauna o al patrimonio culturale.
- Traffico di rifiuti: riguarda il trasporto, la raccolta, il recupero e lo smaltimento illegale dei rifiuti, compresi i rifiuti pericolosi.
- Caccia e pesca di specie protette: questi reati includono l’uccisione, la cattura o il disturbo intenzionale di specie di animali o piante protette, così come il commercio di tali specie.
- Danni a riserve naturali: include la distruzione o il degrado di aree protette, come parchi nazionali, riserve naturali, zone umide, ecc.
Le conseguenze di questi reati possono essere devastanti, non solo per l’ambiente, ma anche per la salute e il benessere umano. L’attuazione e l’applicazione di leggi più severe contro i reati ambientali sono pertanto cruciali per la protezione del nostro pianeta.
L’importanza di una difesa tecnica
Conseguenze dei Reati Ambientali
Le conseguenze legali di un reato ambientale possono essere gravi, con pene che possono variare da pesanti multe a pene detentive. Inoltre, l’impatto reputazionale può essere devastante per le aziende coinvolte, con potenziali perdite finanziarie significative. In questo caso l’Amministrazione può richiedere il risarcimento del danno attraverso la costituzione di parte civile nel processo penale.
Il Ministero dell’Ambiente, citato quale parte offesa, può richiedere il risarcimento del danno direttamente nella sede penale, previa autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, legge 3/1/91 n. 3, art.1 c.4.
Il pubblico ministero è legittimato ad esercitare in via sostitutiva l’azione civile di danno pubblico ambientale.
Il Ruolo dell’Avvocato
Di fronte a tali conseguenze, è fondamentale essere rappresentati da un avvocato con una solida esperienza in materia di reati ambientali. Un avvocato esperto può non solo assistere nella difesa contro le accuse, ma può anche fornire consulenza strategica per prevenire tali reati.
La legge n. 68 del 2015 ha introdotto nuovi delitti a salvaguardia dell’ambiente nel codice penale, modificando così il quadro normativo previgente che affidava in modo pressoché esclusivo la tutela dell’ambiente a contravvenzioni e sanzioni amministrative, previste dal Codice dell’ambiente (d.lgs. 152 del 2006). La legge, in estrema sintesi,
- introduce nel codice penale un nuovo, autonomo capo, dedicato ai delitti contro l’ambiente, prevedendo disposizioni di coordinamento nello stesso codice e in leggi speciali;
- modifica il Codice dell’ambiente, in particolare introducendo una specifica disciplina per l’estinzione degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale;
- prevede la responsabilità amministrativa dell’ente anche in relazione alla commissione da parte dei suoi dipendenti dei nuovi delitti contro l’ambiente;
- inasprisce le sanzioni irrogabili per alcuni illeciti previsti dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via d’estinzione.
Prevenire i Reati Ambientali
La prevenzione dei reati ambientali dovrebbe essere al centro della strategia di ogni azienda. Implementare una corretta gestione ambientale e garantire la conformità alle leggi può non solo prevenire sanzioni legali, ma anche migliorare la reputazione aziendale.
Il bene giuridico ambiente
Il bene giuridico ambiente è il complesso delle risorse naturali, sia come singoli elementi che come cicli naturali, nonché il complesso delle opere dell’uomo protette dall’ordinamento per il loro interesse ambientale, artistico, turistico, archeologico, architettonico e storico.
Con la sentenza del 1 settembre 1995 n. 9211, la Corte di Cassazione ha osservato che “il profilo sanzionatorio, nei confronti del fatto lesivo del bene ambientale, comporta un accertamento che non è quello del mero giudizio patrimoniale, bensì della compromissione dell’ambiente, vale a dire della lesione “in sé” del bene, la cui sussistenza è valutabile solo attraverso accertamenti eseguiti da qualificati organismi pubblici”.
Conclusione
In un mondo in cui la tutela dell’ambiente è sempre più una priorità per l’intera collettività, è importante comprendere la natura dei reati ambientali e le loro conseguenze.
Che siate un’azienda che cerca di garantire la conformità alle normative ambientali, o un libero professionista che, nello svolgimento della propria attività, debba rispettare le prescrizioni imposte dalla legge per la tutela ambientale, occorre affidarsi alla consulenza e all’assistenza di un avvocato esperto nel settore penale.
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